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Chirurgo estetico Dott. Pier Paolo Rovatti

 

Pier Paolo Rovatti è un Chirurgo, laureato in Chirurgia Estetica specializzato in Chirurgia d'Urgenza con il massimo dei voti.

 

Esercita la libera professione come chirurgo plastico estetico a Verona, Milano e Bolzano.

 

E' stato uno dei primi utilizzatori in Italia del Laser CO2.

 

Ha partecipato a numerosi congressi nazionali ed internazionali in qualità di relatore e docente in corsi e master di Chirurgia Estetica.E' autore di numerose pubblicazioni scientifiche, su riviste nazionali ed internazionali.

 

Attualmente segue anche in maniera attiva l'Associazione Medici Antiaging Italiani, di cui è co-fondatore e Vice Presidente.

 

Mastoplastica additiva:

 

Nel corso degli ultimi anni l'intervento di mastoplastica additiva è diventato un trattamento chirurgico di routine nel campo della chirurgia plastica ed estetica, a cui molte pazienti si rivolgono al fine di migliorare il loro aspetto fisico.

La mastoplastica additiva con inserimento di protesi è quindi passata da intervento puramente ricostruttivo, eseguito da coloro che avevano subìto una mastectomia, ad intervento migliorativo di un aspetto esteriore giudicato inadeguato.

I difetti di volume, le anomalie di posizione e le anomalie di forma delle mammelle possono essere chirurgicamente corrette grazie all'impianto protesi che devono essere adatte, per materiale e volume al caso da trattare.

Le più diffuse ed evolute al momento sono le protesi al gel di silicone, che hanno una particolare superficie testurizzata in elastomero siliconico, che si adatta naturalmente al seno riducendo al minimo la formazione di indurimenti e quindi il rischio di incapsulamento e di diffusione di materiale verso l'esterno.

La formazione di una capsula di tessuto fibroso attorno all'impianto protesico è una normale reazione cicatriziale dell'organismo alla presenza di un corpo estraneo, mentre la contrattura capsulare è una condizione patologica in cui questo tessuto fibroso si forma in modo abnorme, conferendo un aspetto alquanto innaturale al seno e causando spesso dolore.

Esistono anche protesi riempite di idrogel con rivestimento in silicone che sono al tatto più dure ma hanno il vantaggio di essere radiotrasparenti, non creando quindi alcun problema nell'esecuzione di indagini come ad esempio la mammografia e delle protesi riempite in gel di silicone ma con rivestitimento di poliuretano.
Quelle riempite con olio di soia sono state ritirate dal commercio anni orsono.

Oltre alla varietà di materiali di cui sono composte, le protesi mammarie si differenziano per il volume, il diametro, la forma e la proiezione.

Un elemento caratterizzante è costituito dal profilo, che può essere "basso" medio o "alto" oppure a goccia: le protesi a "basso profilo" sono più piatte, mentre quelle ad alto profilo, particolarmente indicate nei casi di ipoplasia della ghiandola mammaria e negli impianti sottomuscolari, proiettano maggiormente.
Quelle anatomiche (a goccia) con maggior volume nella parte inferiore si utilizzano solo in casi selezionati che vanno discussi con la paziente.
La scelta delle protesi è dunque un momento particolarmente importante per il chirurgo, che deve far combaciare le richieste della paziente con gli effettivi risultati che si possono raggiungere in base alle caratteristiche del seno della paziente stessa.

 

La visita preliminare è una fondamentale occasione di incontro per poter esaminare accuratamente il caso clinico e per affrontare minuziosamente e chiaramente con la paziente il discorso del tipo di protesi più adatto alla conformazione del suo seno, per quanto riguarda il materiale, il volume e il posizionamento della protesi stessa.
Il chirurgo dovrà quindi fornire i dettagli in merito alla localizzazione dell'incisione attraverso cui verrà introdotta e posizionata la protesi.

 

Valutazione Pre-Operatoria

 

Di fondamentale importanza è porre l'attenzione su:
- la grandezza e lo spessore del muscolo pettorale
- la forma della mammella
- eventuale ptosi del corpo mammario
- la posizione del complesso areola-capezzolo
- l'elasticità dei tessuti
- la tattica chirurgica
- il tipo e la dimensione delle protesi

 

Attraverso le piccole incisioni viene creata una tasca al di sotto della ghiandola sopra il muscolo pettorale o sotto tale muscolo nel caso non ci sia abbastanza ghiandola e pelle troppo sottile per nascondere la protesi.

L'inserimento delle protesi puo avvenire attraverso tre vie d'accesso:

1) periareolare
2) sottomammaria
3) ascellare meno usata

 

Anestesia
L'intervento si può eseguire in anestesia generale o in anestesia locale più sedazione, in quest'ultimo caso in regime di Day Hospital.
Nel decorso post-operatorio è bene evitare sforzi eccessivi con le braccia, come ad esempio sollevare pesi, per circa due settimane.
Viene altresì consigliato di indossare un reggiseno contenitivo giorno e notte per almeno tre settimane.

 

I punti di sutura vengono rimossi ambulatorialmente a circa 8-10 giorni dall'intervento.
Nel caso di posizionamento di drenaggi gli stessi verranno rimossi dopo 3-4 gg.
La convalescenza nel complesso è breve e non presenta particolari disagi e nel caso di impianto sottomuscolare il dolore post-operatorio nei gg successivi potrà essere tranquillamente ridotto con terapia analgesica per via orale.

Un certo indolenzimento alla palpazione è destinato a risolversi nell'arco di una decina di giorni.

 

Complicanze quali ematomi e infezioni sono nel complesso molto rare.La maggior complicanza è la formazione della capsula periprotesica troppo aderente e rigida che in taluni casi può alterare la consistenza e la forma della mammella.
In alcuni casi fortunatamente poco frequenti sarà necessario una incisione della capsula per allargarla.

 

Le attività quotidiane possono essere intraprese già dopo 3-4 giorni evitando l'apertura completa delle braccia e il sollevamento di pesi importanti, mentre per per quanto riguarda lo sport è consigliabile astenersi per due- tre settimane.
Anche l'esposizione solare puo essere precoce fatta eccezione per la zona della cicatrice, che dovrà rimanere protetta per almeno 3 mesi con crema a protezione solare totale.

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